Non sarà per caso che Internet e i social network che “ci avvicinano”, stanno tirando fuori veramente il peggio di noi? Ok, la cavalleria è morta da un pezzo, ma vogliamo davvero distruggere quello che abbiamo conquistato in milioni di anni, quella parvenza di consapevolezza e coscienza che teoricamente ci differenzia dagli animali?

Oggi la scorrettezza online dilaga: o si copia, o si ruba, o si insulta. Ogni sorta di comportamento deplorevole trova espressione nel mondo digitale, e ovviamente non parliamo di deep o dark web che è davvero tutta un’altra storia, parliamo di surface web, di quello che usiamo tutti i giorni.

Partiamo da un presupposto importante: quando avviamo un’attività commerciale o professionale, automaticamente abbiamo concorrenza, se non l’abbiamo l’avremo, ma questo è un dato di fatto. Se pensi che non esista la concorrenza, o non impieghi una parte della tua attività di ricerca a studiare la concorrenza, non sei in affari, non hai un’attività e sarebbe meglio che ti dedicassi ad altro.

Lo studio della concorrenza è infatti una delle prime attività da realizzare in uno studio di mercato e di fattibilità di un’attività commerciale. E’ uno studio che viene condotto per capire esattamente in che condizioni è il mercato, se c’è spazio per posizionarsi, cosa sta facendo la concorrenza e come lo sta facendo, etc.

Non è uno studio che viene fatto per scopiazzare spudoratamente ogni parola e azione della concorrenza. Se non sei in grado di differenziarti dalla concorrenza, di avere delle tue idee che poi realizzerai a modo tuo, esprimendo la tua essenza, portando la tua impronta all’attività da realizzare, davvero non dovresti essere in affari.

Eppure oggi un buon 50% delle persone che fa business, soprattutto online, scopiazza spudoratamente. La verità è che la qualità si è abbassata in generale in tutti i settori. Pensiamo per esempio alle fotografie: oggi hai bisogno di una foto da allegare a un articolo e trovi decine di ottime directory di foto libere da copyright, che puoi usare liberamente, e questo fa sì che in giro ci siano sempre le stesse foto.

Manca originalità, creatività, il fatto che la digitalizzazione abbia reso possibile a tutti avviare un’attività online, ha avuto come conseguenza una serie infinita di brand e business “copia-incolla”.

Ma se la mancanza di originalità e creatività non è qualcosa di cui accusare nessuno, la scorrettezza e la mancanza di etica certamente lo sono. Siamo arrivati a un livello tale di comportamenti poco etici, che sembra quasi che copiare ormai non sia così grave, perché ci sono comportamenti molto più scorretti e gravi.

Queste sono le 2 cose più assurde che mi sono successe, escludendo gli scopiazzamenti in varie lingue…

1 – Un cliente di Virtualmente, con il quale abbiamo chiuso la collaborazione in maniera del tutto tranquilla e serena, ha cercato di contrattare direttamente l’assistente che collaborava con noi. Eh sì, succede anche questo e non è carino quando succede. Nel mio caso è stata una vicenda a lieto fine, perché l’assistente virtuale ha compreso le implicazioni etiche di questa eventuale decisione ed è emerso il suo lato corretto. Ma non sono tutti così, per niente, la maggior parte vive seguendo il “mors tua vita mea“, o qualcosa del genere.

O potremmo dire che semplicemente la maggior parte delle persone pensa al proprio vantaggio in primis, in pratica segue il cervello rettile primitivo e vive ai livelli di un cavernicolo che pensa di accaparrarsi la preda prima che lo faccia il vicino di caverna. In questo caso è molto importante tutelarsi con un contratto di collaborazione in cui si chiarisce che l‘assistente non può collaborare direttamente con i clienti dell’agenzia. E’ ovvio e scontato, ma alla fine quello che farà la differenza non è la clausola del contratto, ma l’etica della persona. Se non ha valori etici, proverà comunque a farla franca.

2 – Il mio corso per assistenti virtuali usato per vendere servizi di consulenza. In pratica funziona così: vendi il mio corso e guadagni una percentuale da affiliato e poi offri la tua consulenza a una tariffa minore rispetto a quella della mia consulenza, perché dopo qualche giorno che fai l’assistente virtuale già hai un’esperienza da vendere!!! (letteralmente). E me ne sono accorta perché un’assistente virtuale che aveva comprato il corso e alla quale avevo dato supporto in maniera gratuita in diverse occasioni, una volta mi scrisse chiedendo cosa ne pensassi di quello che le era stato detto in consulenza. Ahahaha, mi pare che la definizione più adatta in questo caso sarebbe “oltre il danno la beffa”. Che dire? Queste cose succedono, le persone scorrette ci saranno sempre, ma io preferisco pensare ottimisticamente che per ogni persona scorretta che non sappia cosa sia l’etica ce ne sono almeno tre sulla cui etica si possono mettere le mani sul fuoco.

Questo è niente rispetto a quello che è successo a Michelle di Virtual Miss Friday che in pratica ha dovuto affrontare una situazione in cui una persona che aveva regolarmente usufruito di un suo prodotto, ha avuto la faccia tosta di respingere l’addebito sulla carta di credito, con tutto quello che ha comportato per Michelle.

Quando ho iniziato a lavorare come assistente virtuale nel mercato ispanofono, sono stata colpita dallo spirito di collaborazione, associazione, supporto, che esisteva all’interno della grande comunità di assistenti virtuali in spagnolo. Stiamo parlando della seconda più grande del mondo, dopo quella il lingua inglese, quindi il numero non è proprio ridotto. Eppure, sarà una questione culturale, sarà il fatto che in Sud America (la prima certificazione in spagnolo è argentina) la solidarietà prevale sull’ostilità e la concorrenza scorretta, sta di fatto che non ho avuto occasione di assistere a comportamenti scorretti, ma non dico che non ce ne siano.

Nell’articolo “La concorrenza nella sharing economy”  ho parlato proprio di questo, di come in un’epoca in cui è tutto sharing, sarebbe bello se cominciassimo a condividere anche valori e adottare una sana concorrenza come principio di business.

Ecco, vorrei evidenziare che una cosa è copiare la concorrenza, una cosa è avere comportamenti scorretti. Mi auguro che tutti sappiamo sempre distinguere la differenza.

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Mary Tomasso
Online Business Manager, imprenditrice online, founder di Virtualmente OU, autrice del primo corso in italiano per Assistenti Virtuali e del libro "Cambia Lavoro, Cambia Vita". Fornisco supporto e consulenza a professionisti, imprenditori e aziende che operano online e offline e formo altre persone nel percorso di creazione di una professione indipendente online.