essere assistente virtualeEssere Assistente Virtuale in Italia non è facile, ma, fortunatamente, le cose stanno cambiando.

Se penso a quando ho cominciato questa professione, circa 2 anni fa, devo dire che ora le cose sono effettivamente diverse. All’epoca, praticamente nessuno sapeva che cosa fosse un’ Assistente Virtuale. E non parlo delle persone comuni, i miei familiari, gli amici, i colleghi, bensì i “professionisti social”: quando ho iniziato a promuovere il mio lavoro, i commenti erano perlopiù dubbiosi, scettici. Per carità, c’erano anche quelli entusiastici, le pacche sulle spalle, “brava, che coraggio, brillante idea, che pensata geniale”. Ma che mi dicessero di aver avuto una “idea” o una “pensata” sottintendeva che comunque nessuno era al corrente del fatto che questa attività già esisteva da almeno 15 anni.

Parlare di Assistenza Virtuale era come parlare dell’esistenza degli UFO. Figuriamoci! Lavorare con una persona che non si conosce, si vede solo su un video, non è presente in ufficio, svolge il lavoro da casa non era concepibile…anzi, l’esistenza degli Ufo avrebbe anche potuto essere presa in considerazione, una tizia che ti fa il lavoro da remoto, no.

Era difficile far comprendere quanto può essere facile lavorare con una Assistente Virtuale, gli strumenti di lavoro sono facilmente reperibili online e permettono qualsiasi scambio di informazione, di comunicazione, di interazione e, in buona parte, sono anche gratuiti; i costi di una Assistente Virtuale sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un dipendente, non c’è problema di durata di contratto…niente da fare! Il solo fatto di non avere la persona in ufficio rendeva tutto incredibilmente complicato. O meglio, a mio parere, il cambiamento che si deve affrontare per iniziare a lavorare con una Assistente Virtuale è così radicale, che fa una paura terribile. Si tratta di stravolgere anni e anni di cultura “lavorativa”. Che trauma!

E poi, com’è come non è, piano piano, potrei dire sotto i miei occhi, ecco che le cose cambiano. Termini come “digitale”, “innovazione”, “cambiamento” vengono sempre più utilizzati nei giornali, nei blog, in TV. Sembra che spaventino di meno. Cos’è successo? Sarà stata l’invasione delle app, visto che adesso c’è un app per qualsiasi cosa, oppure il boom dello shopping on line, che è aumentato in maniera notevole nell’arco di un anno ; la sharing economy, che fa sì che tutto sia condivisibile macchine, case, pasti; l’arrivo dell’ IoT, Internet of Things,  grazie al quale oggetti e luoghi che fanno parte della nostra vita quotidiana “comunicano” con noi attraverso i dati.

Non saprei dire esattamente cosa ha fatto scattare la molla, probabilmente non lo sapremo mai. Io penso che sia soprattutto qualcosa di fisiologico: se tutto il mondo “parla” la lingua del web, l’Italia non può permettersi di fare diversamente, deve imparare ad interagire nella stessa lingua, deve adeguarsi a queste nuove forme di comunicazione, di commercio, di marketing. In caso contrario rimarrebbe fuori dai giochi. E non è proprio conveniente! Ecco perché è indispensabile resettare tutto il sistema legato al lavoro, soprattutto la mentalità.

Ed è così che…

Si è appena conclusa la Global Startup Expo prima Fiera virtuale (sì, proprio virtuale) delle startup! In pratica una esposizione, con tanto di stands dove gli startuppers potevano incontrare eventuali investitori….solo che l’incontro avveniva sul web e le conversazioni su Skype.
Abbiamo appena avuto il Digital Day e la Digital Week
L’innovazione si sta diffondendo in qualsiasi settore dall’agroalimentare alla Pubblica Amministrazione (proprio nel regno della burocrazia!), passando per i banchi di scuola.
La nuova Legge di Stabilità prevede una regolamentazione per il lavoro flessibile.

Chi l’avrebbe mai detto?
E per le Assistenti Virtuali cosa è cambiato? Tanto per cominciare niente più facce stralunate o sopracciglio alzato quando parlo della mia attività, ora mi rispondono “Ah sì, ne ho sentito parlare, ma non sapevo esistessero anche in Italia”. E’ già un passo avanti. Inoltre, anche in quei contesti professionali notoriamente più refrattari ai cambiamenti (per esempio in ambito legale) comincia a farsi strada l’idea che forse lavorare con una Assistente Virtuale potrebbe tornare utile.

Insomma, grazie al cielo anche in Italia ci si è resi conto che non è solo questione di “crisi”, è che il mondo, in generale, ma mi riferisco soprattutto a quello del lavoro, sta andando in una direzione nuova, diversa. Questo cambio di rotta porta nuove professioni, nuovi linguaggi, nuove collaborazioni: non seguire queste direzioni, a mio parere, non solo non porterà business, ma nemmeno permetterà di mantenere quello che si ha già.

Tu cosa ne pensi di questi cambiamenti? Ti spaventano o ti danno fiducia? Sarebbe fantastico leggere i tuoi commenti nel box!

Susanna Vai

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Mary Tomasso

Online Business Manager, imprenditrice seriale, co-founder e titolare di Virtualmente OU, autrice del primo corso in italiano per Assistenti Virtuali e del libro "Cambia Lavoro, Cambia Vita". Fornisco supporto e consulenza a professionisti, imprenditori e aziende che operano online e offline e formo altre persone nel percorso di creazione di una professione indipendente online.