Per un’Assistente Virtuale ci vuole il commercialista giusto e ti spiego perché

Uno dei “grandi dilemmi” da affrontare quando si inizia questa attività in Italia è la parte fiscale: in quale “inquadramento” rientrare, aprire la Partita Iva o no, farlo in autonomia o rivolgersi ad un commercialista. In genere, per un’Assistente Virtuale non esistono molte opzioni, anzi sono solo due: Regime dei Minimi e Ritenuta d’Acconto. Si tratta di capire quale di queste soluzioni è la più adatta e la cosa più semplice sarebbe quella di rivolgersi ad un commercialista che però, chiaramente, ha un costo per cui si pensa anche di poter fare da soli. Su internet si possono trovare un sacco di informazioni ma…come essere veramente sicuri di fare i passi giusti?

Ho voluto rivolgere le domande più classiche sull’argomento ad un commercialista, per cercare di fare un po’ di chiarezza.

Regime dei Minimi o Ritenuta d’Acconto: quando si sceglie uno e quando l’altro?
In realtà, non si tratta proprio di una scelta, nel senso che la Ritenuta d’Acconto presuppone una prestazione d’opera, un’attività che non è la principale e avviene in via occasionale. Il Regime dei Minimi invece era una vera e propria apertura di Partita Iva, dico “era” perché da quest’anno è stato abrogato, quindi non è più possibile usufruirne.

Appunto, con la nuova legge di stabilità cos’è cambiato per il Regime dei Minimi?
In realtà il Regime dei Minimi era stato abrogato all’inizio del 2015, salvo poi decidere di prorogarlo per tutto l’anno scorso, ma dal 31.12.15 di fatto non esiste più, come già detto. Per le attività che erano nei Minimi prima del 2015 rimangono invariate le condizioni, per cui possono proseguire fino alla scadenza dei 5 anni, per la altre invece rimangono due opzioni:
il Regime ordinario, cioè quello a tassazione normale, al quale tutti possono accedere, ma è quello più oneroso. Bene o male, con il Regime dei Minimi e la Gestione Separata INPS ce la si può cavare, con la Gestione Separata si paga in percentuale ai ricavi (il 27,70%) quindi, se in un anno non hai fatturato non vieni stroncato quanto meno dai contributi previdenziali, invece in Regime Ordinario le cose sono tassative, sia che hai fatturato o meno, i costi li hai e li devi pagare.
il nuovo Regime Forfettario, creato appositamente per le nuove attività, così come lo era stato quello dei Minimi. Anche questo è agevolato, ma anche per questo bisogna possedere determinati requisiti. E’ un po’ più elastico rispetto a quello dei Minimi, perché ci sono delle soglie stabilite per categoria, ma in ogni caso non tutti possono accedere al Regime Forfettario.
Attenzione però: non è detto che il nuovo Regime Forfettario sia meno vantaggioso di quello dei Minimi. Dipende molto dalle attività. Il Regime dei Minimi lo hanno aperto un po’ tutti: liberi professionisti, commercialisti, e per tutti tassativamente valevano le stesse regole, sia che si facesse l’attività X o Y, non c’era via di scampo, per cui non si potevano portare le ristrutturazioni, non si potevano avere dipendenti, collaboratori. IL Regime Forfettario è un po’ più variegato, nel senso che bisogna controllare per ogni singola attività che cosa è previsto, quindi non è detto che per qualcuna di queste sia necessariamente sconveniente.

Come funziona la Gestione Separata INPS?
Possono accedere all’iscrizione nella Gestione Separata INPS tutte le categorie residuali di liberi professionisti, per i quali non è stata prevista una specifica cassa previdenziale. Sempre alla Gestione Separata vanno iscritti anche i professionisti con cassa previdenziale, ma che ai sensi del suo regolamento, non possono procedere ad iscriversi all’interno della stessa come, ad esempio, un ingegnere che contemporaneamente all’attività professionale svolge anche attività di lavoro dipendente.

Quanto costa aprire la Partita Iva?
L’apertura della Partita Iva in Agenzia delle Entrate, di per sé, è gratuita (se non è prevista l’iscrizione in camera di commercio), i costi cambiano nel momento in cui ci si rivolge ad un consulente. Non esiste però un prezzo fisso che viene garantito, c’è chi fa € 100, chi € 150, chi addirittura € 300. I costi di apertura purtroppo sono molto variabili in questo caso, però l’autonomia è consentita, per cui ci si reca all’Agenzia delle Entrate e si procede con l’apertura della Partita Iva.

E anche in questo caso c’è un costo?
Sì, ci sono dei bolli da pagare e la cifra dipende dal tipo di attività

Anche la scelta del codice Ateco deve essere fatta dal commercialista o si può fare da soli?
Il codice Ateco è un codice che inquadra in uno specifico settore l’attività che si andrà a svolgere. Ci sono attività per le quali c’è un codice Ateco ben specifico, ad esempio per uno psicologo; ci sono invece altre attività che sono un po’ più vaghe, per esempio, per un tatuatore non esiste proprio un codice specifico, se uno fa il tatuatore ma non presso il proprio studio, bensì presso quelli di altri, non c’è proprio un codice Ateco che definisce questa attività. Si sceglie allora una macrocategoria, poi si valuta il codice Ateco che si avvicina il più possibile all’attività che si deve svolgere. Un altro esempio: se si hanno due attività si può scegliere quale delle due attività dichiarare come svolgimento in via principale. Ipotizziamo che una Assistente Virtuale decida di svolgere anche un altro lavoro che rientri sempre nell’ambito impiegatizio, per esempio, commercialista, può scegliere quale attività indicare come principale, sempre con la stessa Partita Iva, e quale come attività secondaria, però diciamo che le attività vengono inquadrate in un codice ben specifico.
In genere, la valutazione del codice Ateco viene fatta dal commercialista. Una persona si rivolge a noi per assistenza nell’apertura della Partita Iva, ci dice l’attività che vuole svolgere e noi ricerchiamo, anche in internet, qual è il codice adatto tra le centinaia e centinaia di codici, perché sono veramente tanti. Alcuni sono anche simili, ma ciò non presuppone che ci siano necessariamente gli stessi obblighi.
Faccio un esempio: prendiamo sempre il tatuatore. Se l’attività viene svolta nel proprio negozio, questa rientra nella categoria degli artigiani, per cui il tatuatore dovrà iscriversi alla Cassa Artigiani, pagare trimestralmente, insomma i costi aumentano. Se invece l’attività viene svolta all’interno di diversi studi, quindi il tatuatore emette fattura a questi studi, questa rientra nelle attività di servizi alla persona e permette di iscriversi alla Gestione Separata Inps la quale prevede un pagamento a forfait sugli incassi. Il commercialista riesce ad inquadrare meglio la categoria Ateco, anche se ci si può già fare un’idea cercando su internet. Noi ci relazioniamo con l’Agenzia delle Entrate e la Camera di Commercio per valutare il codice Ateco più corretto, (perché non li conosciamo tutti a memoria, è impossibile, sono tantissimi), sulla base di quello che il cliente ci dichiara essere l’attività che intende iniziare. Quindi, più che una scelta del codice, direi che si tratta di individuare il codice più idoneo all’attività svolta.
Non è impossibile farlo da soli, sia ben chiaro, però attenzione agli errori o ai passi falsi.  In queste pratiche tutto ha un costo, anche il fare qualcosa in più.

Ipotesi: io decido di fare tutto da sola. Vado all’Agenzia delle Entrate, apro la Partita Iva, valuto il codice Ateco, ma arrivo ad un punto per cui non riesco più a continuare in autonomia e mi rivolgo ad un commercialista, il quale mi dice “secondo me, il codice che hai scelto non è il più idoneo”. Si può cambiare il codice Ateco?
Sì, si può cambiare. Si chiude l’attività, si lascia la Partita Iva attiva e si riapre un’altra attività con la medesima Partita Iva e il codice Ateco più corretto. Tutto ciò, però, ha un costo difficile da quantificare perché viene valutato in base al tempo che il commercialista impiega per fare la variazione.

Non c’è un costo fisso?
No, queste sono pratiche che hanno un costo a parte, è difficile avere un costo fisso. Per esempio, se un commercialista sa che deve gestire un’attività in Regime dei Minimi non potrà mai preventivare 10.000€/anno per la tenuta della contabilità, perché sarebbe totalmente inverosimile, può fare un preventivo più caro o meno caro, però, tendenzialmente la cifra è quella. Invece, quando si tratta di singola pratica, tutto dipende dal tempo impiegato dal professionista e dal tipo di politica (dei prezzi) che mette in pratica, per cui dare dei costi fissi è impossibile. Ci sono dei costi fissi relativi a diritti, magari della Camera di Commercio, che vengono chiaramente indicati in fattura, ma per il resto dipende dal professionista. C’è quello che chiede 100€ e magari lo studio a fianco ne chiede 300€. Sta al cliente comunque decidere se e a chi affidare la pratica.

(Collaborazione: Studio Allievi)

Ti ho chiarito un po’ le idee?

Per mia esperienza personale, il suggerimento che mi sento di dare è di rivolgersi ad un commercialista. E’ vero che ha un costo (non parliamo comunque di migliaia di euro) ma, a meno che una persona abbia già esperienza di pratiche amministrative/contabili/fiscale e quindi sa bene come agire, per chi non ne capisce, c’è il rischio che, agendo in autonomia, commetta qualche errore rimettendoci così più dei soldi che dovrebbe dare al commercialista!

La cosa fondamentale tuttavia è scegliere il commercialista “giusto” e non solo  in termini di fiducia. Assicurati che capisca fino in fondo l’attività che svolgi, come lavori, che sappia utilizzare il web e gli strumenti che questo mette a disposizione (Dropbox, i Social, Google Drive, ecc), che conosca le piccole realtà imprenditoriali più di quelle grandi. Può sembrarti banale, invece è importantissimo perchè, con queste premesse, avrai un commercialista che “comunica” sulla tua stessa lunghezza d’onda e questo ti potrà essere di grande aiuto; al contrario, un professionista poco incline ad usare le nuove tecnologie e abituato ai grandi numeri non potrà mai comprendere fino in fondo cosa significa lavorare come Assistente Virtuale.

Sei d’accordo con me? Tu sceglieresti un commercialista oppure il metodo “fai da te”?

Susanna – Active & Virtual

The following two tabs change content below.
Mary Tomasso
Online Business Manager, imprenditrice seriale, co-founder e titolare di Virtualmente OU, autrice del primo corso in italiano per Assistenti Virtuali e del libro "Cambia Lavoro, Cambia Vita". Fornisco supporto e consulenza a professionisti, imprenditori e aziende che operano online e offline e formo altre persone nel percorso di creazione di una professione indipendente online.