Poiché l’assistenza virtuale è una professione nuova, mi capita molto spesso di sentirmi chiedere come si fa a trovare clienti, se esistono agenzie specializzate nella ricerca di questa figura, ecc.

E’ evidente che in Italia è ancora forte il paradigma della ricerca di lavoro tramite agenzie, tramite annunci, cioè in un certo qual modo, proporsi a un intermediario o anche direttamente, ma aspettare di essere chiamati.

Con l’assistenza virtuale ho imparato che non è così. La figura della Virtual Assistant è nata negli Stati Uniti, dove la mentalità e la cultura sono molto diverse da quella italiana: negli USA non è mai esistito il concetto di posto fisso, non esistono posti pubblici nei quali “si riscalda la poltrona” e dove praticamente gli impiegati arrivano alla pensione senza grandi aspirazioni e senza crescere professionalmente.

La competitività e competenza negli USA sono tali che la formazione è costante, e vige il sistema della meritocrazia: se non dimostri di meritare un posto di lavoro, senza grandi problemi vieni mandato via.

In questo scenario di alta professionalità, è nata la figura della Virtual Assistant, o VA: una professionista che fa della formazione e l’aggiornamento il suo cavallo di battaglia. Le VA non sono segretarie, come ho già spiegato in un altro post, ma sono professioniste, a volte anche imprenditrici, che offrono servizi di supporto e assistenza a professionisti, imprenditori e aziende.

Senza questo cambio di mentalità, è molto difficile effettuare la transizione da segretaria a Virtual Assistant, anche perché sarebbe di per sè errato in partenza il mercato al quale proporsi.

Un’Assistente Virtuale non può pensare di sostituire una segretaria di direzione, la cui presenza molte volte diventa indispensabile, in aziende nelle quali ad esempio, si effettuano molte riunioni presenziali che richiedono della presenza di una segretaria che ne organizzi la logistica.

Quindi bisogna guardare oltre, individuare il mercato nel quale la domanda di una figura virtuale sia forte, proprio perché lo stesso mercato opera in maniera virtuale.

Di quale mercato si tratta?

  • Professionisti e imprenditori che operano online
  • Professionisti e imprenditori virtuali che vendono ebooks, corsi online, che effettuano webinars, ecc.
  • Aziende in espansione che puntano sul web e che si occupano di e-commerce
  • Professionisti o imprenditori lungimiranti disposti ad investire sul web

Tutte queste figure possono avere bisogno di un’assistente online perché già operano online o perché sono disposte a farlo, e se non sono ancora alla ricerca di una Virtual Assistant, è perché probabilmente non sanno che possono delegare a una professionista tutta una serie di servizi necessari allo sviluppo della loro attività.

Ho già parlato in un altro post di quali sono i servizi più richiesti, almeno nei mercati anglofilo e ispano, che sono molto più avanti rispetto all’Italia.

La conclusione è che se vuoi diventare Virtual Assistant, devi formarti, specializzarti, aggiornarti costantemente, e soprattutto avere presenza online, che ti permetterà di avere visibilità, ma anche di proporti in prima persona a queste figure che potrebbero avere bisogno di te: non aspettare di essere contattata, o che si crei la domanda, ma generala, facendo capire ai tuoi prospects perché potrebbero avere bisogno di una Virtual Assistant.

 

The following two tabs change content below.
Mary Tomasso
Online Business Manager, imprenditrice seriale, co-founder e titolare di Virtualmente OU, autrice del primo corso in italiano per Assistenti Virtuali e del libro "Cambia Lavoro, Cambia Vita". Fornisco supporto e consulenza a professionisti, imprenditori e aziende che operano online e offline e formo altre persone nel percorso di creazione di una professione indipendente online.