Una volta che qualcosa è in Internet, può facilmente essere rubata e riproposta come proprio da persone senza scrupoli e soprattutto senza idee e capacità di scrivere qualcosa di originale.

Quindi suggerisco di non perdere tempo con plugin che bloccano il tasto destro o altre simili ingenuità, visto che chi ti vuole copiare, farà anche una foto se necessario e riscriverà il post di sana pianta!

Non esistono misure preventive che possano evitare il furto di contenuti, le misure preventive possono solo servire per tutelarsi o agire in seguito, quando il contenuto è già stato rubato.

Nel caso di contenuti gratuiti, onestamente non mi preoccuperei più di tanto e mi occuperei solo di denunciare il furto in questi due semplici modi:

  1. Fare un po’ di rumore nel Social Network, denunciando apertamente la persona o il sito che ha rubato il contenuto, mostrando screenshot del tuo contenuto e del contenuto rubato con le relative date di pubblicazione. Una persona con un minimo di amor proprio, rimuoverà il contenuto, senza chiederti scusa ovviamente. Ma chi è capace di rubare contenuto altrui e farlo passare per proprio, di amor proprio non ne ha molto, quindi potrebbe succederti come è successo a me nel caso menzionato anteriormente, cioè che la persona resta completamente indifferente alle decine di tweet di denuncia (nel caso in questione inviati da me e da alunne del mio corso che mi hanno supportata). Inoltre se la persona in questione ha 10 follower in croce, non è che tu le faccia proprio molto danno. E purtroppo questo sarà il profilo di ladro più frequente: una persona che ha 100 mila follower in Twitter e altrettanti fan in Facebook, direi che nel 90% dei casi ha lavorato bene e non ha bisogno di rubare niente.
  2. Se la prima strategia non sortisce alcun effetto, suggerisco di denunciare il furto a Google. Google ti chiederà di segnalare dove si trova il contenuto originale di tua appartenenza e dove si trova quello copiato, inserendo quindi gli url. Io non ho avuto un’esperienza del tutto positiva, perché Google non mi ha mai risposto, anche se sostiene che “È prassi di Google rispondere alle notifiche di violazione del copyright conformi al Digital Millennium Copyright Act (Legge statunitense sul copyright)”. 

Esiste anche un’altra opzione, e penso che dipenda molto dal carattere di ognuno. Certamente l’opzione più “zen” sarebbe quella di contattare direttamente la persona e chiederle di rimuovere il contenuto. Io ho fatto così nel caso della ladra di contenuti già citata, ma non ho avuto nessuna risposta e quindi sono passata agli altri step.

Mi rendo conto che può sembrare una sorta di vendetta e una decisione presa a caldo, però la vedo anche da un altro punto di vista: in realtà denunciando apertamente nei Social Network, non facciamo altro che tutelare la nostra immagine e i nostri sforzi per produrre sempre contenuti originali e autentici.

Ma se il furto di contenuti gratuiti può essere una gran seccatura, quando ti rubano contenuti di un prodotto a pagamento la cosa diventa molto più fastidiosa ed è il caso di intervenire drasticamente, oltre che tutelarsi preventivamente.

Come prevenire il furto di contenuti a pagamento

Qui la legge è abbastanza chiara:

Il diritto d’autore si acquista originariamente per il solo fatto della creazione dell’opera senza che sia necessario alcun tipo di adempimento amministrativo, sia esso il deposito o la registrazione come avviene invece in materia di brevetti e marchi. Tuttavia depositare un’opera presso gli uffici competenti presenta l’indubbio vantaggio di fornire all’autore prova certa della paternità e della data di creazione di un determinato lavoro. Inoltre il deposito alla SIAE è indispensabile in certi casi per potere esercitare i diritti connessi.

(Fonte http://ufficiobrevetti.it/guide/diritto-autore/)

Come dice il testo, depositare un’opera presenta il vantaggio di fornire prova di paternità, quindi è indispensabile nel caso in cui sia necessario dimostrare per vie legali di essere autori di un determinato prodotto.

Un’altra strategia che suggerisco, che potrebbe eventualmente sostituirsi o integrarsi alla registrazione presso la SIAE, è quella di stampare integralmente il testo e inviarlo con raccomandata con ricevuta di ritorno a se stessi, o ancora meglio a un avvocato o a un notaio. In questo modo si può dimostrare da chi e quando è stato creato un testo o altro prodotto.

Infine, di fronte a un evidente furto di contenuti in Internet, l’organo competente a cui inoltrare la denuncia è la Polizia Postale. La procedura non è esattamente snella, come per tutta la burocrazia italiana, e io personalmente non ho potuto inoltrare la denuncia in quanto non ho una PEC, quindi non ho nessuna esperienza da condividere in merito.

Se tu invece hai qualche esperienza da condividere, o qualche altra idea che non è stata contemplata da questo post su come tutelare i contenuti sia gratuiti sia a pagamento, lascia un commento, sarà sicuramente utile a tutta la community!

 

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Mary Tomasso
Online Business Manager, imprenditrice seriale, co-founder e titolare di Virtualmente OU, autrice del primo corso in italiano per Assistenti Virtuali e del libro "Cambia Lavoro, Cambia Vita". Fornisco supporto e consulenza a professionisti, imprenditori e aziende che operano online e offline e formo altre persone nel percorso di creazione di una professione indipendente online.