Chi mi segue da un po’ sa che io sposo la filosofia del non farsi pagare a ore, ma per il risultato, il valore, che si apporta a un’attività o a un cliente. Di questo parlo nel post “Come farsi retribuire giustamente il lavoro” e da questa posizione non mi muovo!

Tuttavia, è assolutamente necessario sapere sono i costi fissi che dobbiamo almeno pareggiare per poter iniziare a guadagnare. Questo è stato un argomento gettonatissimo a Milano al primo evento per assistenti virtuali che si è tenuto lo scorso 1 aprile. Quando si parla di tariffa, io ripeto sempre lo stesso mantra: fatti pagare per quello che vali (e tu per prima devi esserne assolutamente sicura).

Ma se vuoi, come è giusto che sia, conoscere il Break Even Point, il post che segue, scritto da Tiziano Rubagotti, è utilissimo. Ringrazio Tiziano per la sua grande disponibilità e professionalità.

 

 

Come calcolare il Break Even Point

È sicuramente una domanda che alcuni di voi almeno una volta si è posto ed alla quale, forse, si è data una risposta non corretta.

Io, personalmente, utilizzo un semplice metodo che, nella mia lunga esperienza di manager, non mi ha mai deluso e che voglio in questo mio post condividere con Voi: chiaramente non vuole essere esaustivo e tanto meno non ha la pretesa di essere la soluzione ideale per stabilire la giusta tariffa, ma sicuramente può accendere in Voi la curiosità di approfondire l’argomento.

Per prima cosa stabilisco la suddivisione fra costi variabili e fissi:

I costi variabili sono quei costi che variano al variare dei volumi di attività, ad esempio le spese relative ai collaboratori esterni, se aumenta il lavoro ne abbiamo la necessità mentre se diminuisce no.

I costi fissi sono quei costi che non variano al variare dei volumi di attività, ad esempio le spese relative all’affitto dei locali dove esercitiamo la nostra attività: se aumenta il volume di lavoro la spesa rimane sempre la stessa, non varia.

Poi stabilisco quale è la mia aspettativa di reddito netto mensile e/o annuale che mi devo attendere dal mio lavoro: io mi paragono al reddito netto che percepirei se fossi impiegato in un qualsiasi ufficio: diciamo 1.500€ mese per 12 mensilità (chiaramente ognuno ci può mettere i valori e le mensilità che meglio crede).

Ed infine stabilisco quante ore voglio lavorare al mese e per quanti mesi, tenendo conto del periodo di ferie: diciamo 8 ore al giorno per 11 mesi all’anno.

Da tutto ciò ne deriva una tabellina come quella che vedete qui sotto:

 

 

Da qui ne deriva il costo orario minimo, suddiviso fra costi Fissi e Variabili, che devo applicare nel fare i miei preventivi, sotto il quale ci perderei sicuramente:

Ora mi appresto a verificare il BEP (Break Even Point) o meglio detto Punto di Pareggio, con l’ausilio di un semplice calcolo matematico:

 

Certo, resta il problema del rispetto del numero di ore che sono state previste ed è per questo che faccio una verifica del raggiungimento degli obiettivi una volta al mese rettificando, se necessario, i valori in gioco.

Non mi resta che salutarVi augurandomi di averVi dato un piccolo contributo ed acceso l’interesse per approfondire questo particolare argomento.

Tiziano

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Mary Tomasso
Online Business Manager, imprenditrice seriale, co-founder e titolare di Virtualmente OU, autrice del primo corso in italiano per Assistenti Virtuali e del libro "Cambia Lavoro, Cambia Vita". Fornisco supporto e consulenza a professionisti, imprenditori e aziende che operano online e offline e formo altre persone nel percorso di creazione di una professione indipendente online.