Una domanda che molti clienti pongono è “Quanto costa?” Credo di aver già detto in più di un’occasione che questo non è il giusto approccio, perché si tratta di servizi professionali, non di fare la spesa al mercato.

Sta a noi quindi creare una professionalità tale per cui il cliente percepisce il valore che si apporta al suo business e non il costo. Si tratta di un investimento, non di una spesa.

Le tariffe nell’ambito dell’assistenza virtuale variano molto, soprattutto a livello internazionale: infatti si trovano AV in paesi come India e Filippine che offrono tariffe anche di 7 USD l’ora, e poi ci sono professionisti in America e Canada che chiedono 50 USD all’ora per servizi più specialistici.

Qui ci sono un paio di cose da prendere in considerazione: 

  • Non bisogna necessariamente sminuire la professionalità degli AV di alcuni paesi in base alle tariffe che applicano, in quanto per loro, a causa dell’economia del loro paese, queste tariffe sono più che ragionevoli, in molti casi permettono di sostenere un livello di vita più che soddisfacente. Quindi non vuol dire necessariamente che si stanno svendendo e che non sono qualificati.
  • Però allo stesso modo bisogna considerare che, sempre per l’economia del loro paese e la sostanziale differenza nel potere d’acquisto tra una persona in India e una negli USA, questi AV spesso non hanno accesso a formazione per Assistenti Virtuali o corsi di aggiornamento che consentano loro di raggiungere gli stessi livelli di professionalità di colleghi americani, canadesi, europei.

La realtà dei prezzi competitivi va considerata, ma non presa come riferimento: tu dovresti creare le tue tariffe in base alle tue competenze e ovviamente in base a uno studio approfondito di quelli che dovrebbero essere i tuoi guadagni una volta coperte tutte le spese. Perché se non guadagni, allora la tua attività è solo “un hobby costoso” come ho sentito dire a una nota Coach centroamericana.

Il consiglio che mi sento di dare quando si prepara un preventivo per un cliente, è di cercare, laddove possibile, di evitare l’arma a doppio taglio della tariffa oraria.

Se da una parte la tariffa oraria serve per avere un’unità di misura da cui partire, dall’altra parte non si può evitare che il cliente percepisca l’attività di AV come un’attività “ad ore”, sminuendo l’effettivo valore della professionalità apportata.

Se lavori con un cliente “ad ore” dovresti avviare il timer quando leggi una sua email o un task che ti ha assegnato, poi dovresti rispondere alla mail, lavorare sul task e registrare tutto questo. A volte si perde più tempo nello scrivere un report con il dettaglio minuzioso di tutte le azioni svolte (letta mail, risposta mail, scritto a Tizio, contattato help desk, creata nuova pagina in WordPress, ecc.) che nell’effettivo svolgimento delle azioni.

Io suggerisco quindi di orientarsi su una tariffa mensile, sempre partendo da un’indicazione della quantità di ore che potresti impegnare per tutte le attività di quel determinato cliente. Nella maggior parte dei casi, anche i clienti preferiscono un forfait, non interessa loro quante ore tu ci metta, a patto che tu svolga il tuo lavoro.

Questo è il tipo di cliente che vogliamo, non qualcuno che sta a negoziare i minuti, giusto?

Per quanto riguarda le modalità di pagamento, suggerisco sempre la metà anticipata e il resto dopo 2 settimane. Se qualcuno ti propone il pagamento a 120 giorni, di che va benissimo, che fra 120 giorni realizzerai il lavoro!

Ci sono AV che chiedono anche tutto in anticipo, soprattutto per importi bassi. Scegli qual’è il sistema che preferisci, ma ovviamente chiedi SEMPRE un anticipo!

Ricorda che il cliente “ideale”, quello con cui ti interessa lavorare, penserà che è più che giusto e che sei un professionista e come tale ti fai rispettare. Credimi, solo un cliente che vuole approfittare e che non valorizza la professionalità ti proporrà il pagamento a fine mese. E magari penserà anche “Questo deve essere un po’ disperato per accettare queste condizioni…” oppure “Sarà agli inizi, quindi gli va bene tutto…”. NO! Stabilisci le TUE condizioni fin dagli inizi.

Per quanto riguarda le modalità di pagamento in senso “pratico”, cioè come accettare pagamenti, ne parleremo in un prossimo post.

A presto,

Mary

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Mary Tomasso
Online Business Manager, imprenditrice online, founder di Virtualmente OU, autrice del primo corso in italiano per Assistenti Virtuali e del libro "Cambia Lavoro, Cambia Vita". Fornisco supporto e consulenza a professionisti, imprenditori e aziende che operano online e offline e formo altre persone nel percorso di creazione di una professione indipendente online.