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Nei primi anni di attività di assistente virtuale ero convinta di essere multitasking e ne ero anche orgogliosa. Pensavo che avere 300 mila finestre del browser aperte e passare da una cosa all’altra, mentre magari parlavo su Skype, fosse produttivo!

Poi ho iniziato a stressarmi, ad essere mentalmente molto stanca, nonostante facessi un lavoro per me appassionante. Probabilmente è stata questa stanchezza mentale a spingermi a cercare quella calma interiore che in tanti aneliamo.

Da sempre sono stata appassionata di filosofie orientali e buddismo, quindi l’approccio con lo yoga e la meditazione sono stati inevitabili e indubbiamente mi hanno cambiato la vita.

Il buddismo insegna che per essere felici bisogna – tra le altre cose – imparare a vivere nel presente. Infatti, se viviamo proiettati verso il futuro, probabilmente saremo vittima di preoccupazioni per cose che comunque non possiamo controllare. Se invece viviamo ricordando un passato che non esiste più, probabilmente saremo invasi da sensi di colpa per qualcosa che non abbiamo fatto o per qualcosa che abbiamo fatto.

Il presente è l’unico tempo che esiste e vivere nel presente vuol dire essere pienamente coscienti di ogni azione, anche la più piccola, che stiamo realizzando, e di ogni cosa che accade accanto a noi. Questo stato mentale di piena consapevolezza è difficile da ottenere e sostenere, ma si può, con pratica, pazienza e piena disponibilità.

Ovviamente questo stato mentale è incompatibile con il multitasking, perché non puoi essere pienamente presente se parli al telefono mentre ti fai le unghie e nel frattempo stai leggendo un libro e ogni tanto controlli la pentola sul fuoco.

Se non ti senti neanche un po’ vicino alle filosofie orientali e la loro millenaria saggezza e sei più razionale-scientifico, allora sappi che ormai sono numerosi gli studi realizzati sul cervello che dimostrano che non siamo fatti per il multitasking.

Questo articolo del Corriere della Sera parla di studi effettuati da ricercatori francesi, quest’altro articolo parla di studi che dimostrano che il multitasking aumenta la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress.  Io ho di recente visto un documentario di National Geographic che dimostra come non possiamo fare neanche due cose contemporaneamente, come guidare e rispondere a semplici domande di aritmetica. (Il documentario completo l’ho visto su Netflix e non posso linkarlo, ma fa parte della serie Brain Games: Pay Attention!)

Insomma, inutile ostinarci, perché tanto il nostro cervello non può rispondere in maniera efficiente alla sollecitazione di due task diversi, e anzi è controproducente, perché proprio questa frustrazione dovuta a limiti fisiologici, non fa altro che accrescere lo stress.

Allora, la soluzione è quella di organizzarsi in maniera da ottimizzare il tempo che abbiamo a disposizione ogni giorno, per fare con calma e in piena consapevolezza, una cosa alla volta.

Se cerchi qualche idea su come ottimizzare il tempo, ti segnalo il mio articolo Come Ottimizzare il Tempo e Migliorare il Focus.

Fammi sapere cosa ne pensi del multitasking e se sei pronta/o ad abbandonarlo per sempre!

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Mary Tomasso

Online Business Manager, imprenditrice seriale, co-founder e titolare di Virtualmente OU, autrice del primo corso in italiano per Assistenti Virtuali e del libro "Cambia Lavoro, Cambia Vita". Fornisco supporto e consulenza a professionisti, imprenditori e aziende che operano online e offline e formo altre persone nel percorso di creazione di una professione indipendente online.